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BEAUTY NEWS

La biodiversità è uno dei temi fondamentali di Vogue Italia di gennaio e la sua conservazione è una mission di WWF.

Marco Galaverni, direttore scientifico del WWF ha commentato con Michele Fossi in un'intervista per il numero di gennaio di Vogue Italia i dati relativi alla biodiversità emersi dalla pubblicazione dell’ultimo Living Planet Report. La conversazione tra Marco Galaverni e Michele Fossi è continuata nei giorni scorsi in occasione di un live IG che ha lanciato una collaborazione per tutto il 2021 tra il WWF e Vogue Italia. 

Ecco il podcast dedicato al live:

Il direttore Emanuele Farneti nel suo editoriale ha raccontato il senso del numero di gennaio di Vogue Italia nel suo editoriale. Ecco la voce del direttore mentre racconta “The Animal Issue”, il numero di gennaio di Vogue Italia dedicato agli animali:

Ed ecco la versione in inglese dell'editoriale:

In tema di moda sostenibile, a dieci anni dal termine imposto dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e in modo particolare in un momento storico come quello che stiamo vivendo di crisi per il coronavirus, ci siamo chiesti che abiti e accessori popoleranno il guardaroba nel 2030. Partite con noi per un un viaggio, in cinque tappe, nella moda sostenibile che popolerà il nostro guardaroba nel 2030:

Quattro modelle plus size e le loro chiacchiere tra amiche, più che tra colleghe, con la body positivity come filo conduttore. Il podcast di Michele Fossi raccoglie i racconti di sorellanza tra Alva Claire, Paloma Elsesser, Ashley Graham e Jill Kortleve pubblicati sul numero di dicembre di Vogue Italia

Le quattro modelle plus size, infatti, hanno sfilato insieme sulla iconica passerella di Versace lo scorso settembre. Ed è proprio da quei giorni milanesi che prende vita il racconto registrato a distanza ma che le ha viste vicine e complici nello scambiarsi le loro visioni sulla moda che sarà.

Tra i designer che le modelle citano come capaci di cogliere la sfida alla moda curvy (con successo) vi è Michael Kors, che abbiamo intervistato sul tema della lotta alla fame e sull'Obiettivo 2 dell'Agenda per lo sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Michael Kors ha donato, infatti, in 8 anni 20 milioni di pasti nelle scuole, attraverso la campagna Watch Hunger Stop in collaborazione con il World Food Programme delle Nazioni Unite. Un'iniziativa straordinaria da parte del “Global Ambassador against hunger for the United Nations World Food Programme” che affronta contemporaneamente il problema della fame - si stima che nel mondo 1 persona su 9 non abbia accesso a una alimentazione sufficiente - e dell'educazione: l'esperienza nei 60 Paesi in cui il programma è attivo dimostra come la possibilità di accedere a un pasto convince le famiglie a permettere alle proprie figlie ad andare a scuola, instaurando un circolo virtuoso dall'impatto forte sulle comunità. A dieci anni dal termine imposto dall'Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, inauguriamo con la testimonianza di Michael Kors una serie di interviste a protagonisti del mondo della moda che con le loro iniziative e la loro visione contribuiscono a rendere possibili i 17 Obiettivi dell'Agenda 2030.  Ecco l'intervista a Michael Kors, con la voce di Paola Corazza:

Elio Fiorucci ha saputo come nessun altro raccontare la moda pop degli anni Ottanta e uno “spensierato, irresistibile momento di Milano” come lo definisce Renata Molho nel suo articolo uscito nel numero di dicembre di Vogue Italia

All'iconico stilista che ha segnato con la sua creatività e la sua genialità un'epoca è dedicato un libro “Caro Elio. Un viaggio fantastico nel mondo di Fiorucci.” edito da Rizzoli per Mondadori Electa. Ecco il podcast con la voce di Renata Molho che racconta il designer che “era capace di cogliere le sfumature dei sentimenti e di trasformarle in visione"

Pietro Ruffo è l'artista romano che Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica di Dior, ha chiamato a collaborare per la sfilata Dior Cruise 2021, che si è svolta lo scorso luglio per la prima volta in Italia, a Lecce. La Puglia è un luogo speciale per la direttrice artistica di Dior: suo padre era salentino e lei torna spesso in queste zone. Per svelarne la magia, Maria Grazia Chiuri ha chiamato l'artista che già nelle precedenti stagioni ha contribuito al racconto delle collezioni della maison. 

Nell'intervista di Marta Galli per Vogue Italia di novembre, l'artista ha raccontato il percorso che ha portato, in pieno lockdown, ai fiori e all'incanto della sfilata Dior Cruise 2021.

Ecco il podcast con le voci di Marta Galli e Pietro Ruffo:

La cover del numero di dicembre di Vogue Italia vede protagonista Lila Moss, figlia di Kate Moss. 

Kate Moss e John Galliano, con una delle amicizie più longeve e più intense della storia della moda, sono i protagonisti di uno dei podcast della serie "Of Love and Style". 

“Permettendomi di disegnare quel vestito (l'abito da sposa per il matrimonio con Jamie Hince, n.d.r.) Kate mi ha salvato la vita. È stata il mio rehab creativo. Le devo tutto” dirà lo stilista riguardo quel meraviglioso abito che tutti ricordiamo. Proprio dall'abito di nozze di Kate Moss prende il via la narrazione di Raffaele Panizza nel raccontare la storia del couturier nato a Gibilterra e dell'iconica modella. Nel backstage della sfilata primavera/estate 1994, John Galliano sceglie Kate Moss e crede che lei sia la perfetta incarnazione di Lucretia Romanov. Sarà una delle interpretazioni più riuscite, uno dei momenti più spettacolari scaturiti dall'amicizia e dalla liason creativa tra il couturier e la top model. 

Sapevate che il signor Levi Strauss non ha mai indossato un paio di denim jeans, pur avendoli brevettati? E che ogni secondo nel mondo ne vengono vendute 60 paia? Che cosa rappresenta la data 20 maggio 1873 per i jeans? E come mai a Bing Crosby rischiò di vedersi negata una stanza di hotel? Vi siete mai chiesti che suono ha il denim? E come si può riconoscere un Levi's, un Lee e un Wrangler semplicemente guardando un pezzo di tessuto?

Ecco sei curiosità che forse non sapete sul mondo del denim e del jeans: due termini che, come scoprirete ascoltando il nostro podcast, non sono stati sempre sinonimi (e per i puristi non lo sono ancora).

L'hair-stylist Guido Palau ha iniziato a parlare di anti-capelli e anti-bellezza negli anni Novanta: una vera rivoluzione, come ha raccontato nell'intervista a Vittoria Filippi Gabardi pubblicata sul numero di novembre di Vogue Italia.

Il percorso da hair-stylist per Guido Palau ha preso il via con uno stage da Vidal Sassoon, per poi approdare nella moda dove è diventato in breve tempo una figura di riferimento nel mondo della moda, grazie anche alla collaborazione simbiotica con il fotografo David Sims. Nel suo lavoro ha definito la bellezza e l'anti-bellezza, che per lui ha anche un significato politico.

Ecco il podcast con l'intervista a Guido Palau, con le voci di Vittoria Filippi Gabardi e Alessandro Meistro:

Il make-up artist Tom Pecheux, a capo del a capo del make-up di Yves Saint Laurent, dopo essere stato stato direttore creativo del trucco di Estée Lauder e Shiseido, ha raccontato la sua vita e le sue passioni in un'intervista di Susanna Macchia pubblicata sul numero di novembre di Vogue Italia. Ecco il podcast con l'intervista al celebre make-up artist dove racconta i suoi inizi nella bellezza dopo un primo amore per la ristorazione, il legame con la sua famiglia, i suoi trucchi per un make-up perfetto e la sua riflessione sul valore del trucco (anche) in tempi di covid-19.

Se volete poi ascoltare la storia della traversata dell'Oceano Atlantico del transatlantico Cristoforo Colombo, che nel 1956 ha portato a New York otto modelle di nobili origini a rappresentare altrettante case di moda, capitanate da Giambattista Giorgini, l'organizzatore delle prime sfilate in Italia, scoprirete il primo podcast della serie "Fashion Tales":

Sneakers vegan e sostenibili: un webinar organizzato sulla piattaforma The World of Vogue Talents ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della nuova generazione che hanno parlato di materiali sostenibili e vegani per le sneakers, di durabilità, di eco-pelli vegetali, ma anche di come allungare la vita delle proprie sneakers e di come riciclarle al meglio…. magari per permettere loro di trasformarsi in nuove sneakers vegan come raccontano Helen Kirkum, Dong Seon Lee e Giuliana Borzillo co-founders di id.Eight, Umberto De Marco founder di Yatay:

Per comprendere meglio il percorso che ha reso Vogue quello che è ora, ecco il podcast della Photo Editor di Vogue Italia e L'Uomo Vogue Chiara Bardelli Nonino. Dalla Prima Guerra Mondiale, quando la rubrica Smart Fashion for Limited Incomes diventa Fashions On A War Income,  a Audrey Withers diventata editor in chief di British Vogue nel 1940, a Lee Miller, che ha firmato alcuni degli scatti più forti pubblicati sulla rivista, compresi gli orrori dei campi di concentramento, fino alle scelte di Vogue Italia dei tempi recenti, come la copertina bianca del numero di Aprile:

Ancora in cerca di qualcosa di bello da ascoltare?

Ecco altri 10 podcast consigliati da ascoltare a casa.

Al link speaker.com/user/vogueitalia trovate tutti i podcast di Vogue Italia: ogni giovedì sveleremo altre tracce da ascoltare. Preparatevi a "un’esperienza sorprendente e immersiva nel mondo di Vogue Italia, che nella sua nuova formula ha scelto di usare anche le parole, e non solo l’immagine, per raccontare la magia della moda e dei suoi protagonisti", come ha spiegato in occasione del lancio del progetto il direttore Emanuele Farneti.



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Ella Emhoff, 22 anni, è la figlia Douglas Emhoff, marito di Kamala Harris dal 2014.

La giovane artista ha preso parte alla cerimonia d'insediamento di Joe Biden a Washington, per assistere, insieme al padre e al fratello (Cole Emhoff), al giuramento di Kamala Harris come prima vice presidente donna degli Stati Uniti. Tra la parata di ospiti intervenuti al giuramento al Campidoglio, Ella Emhoff si è fatta notare per un originale look firmato Miu Miu.

Ella Emhoff in Miu Miu all'Inauguration Day 2021DC: Inauguration of Joe Biden as 46th President of the United States
Ella Emhoff in Miu Miu all'Inauguration Day 2021
Sipa USA / IPA

La giovane ha scelto un cappotto lungo con spalle pronunciate, vita stretta e fondo svasato, realizzato in lana check, e decorato da un colletto a contrasto in pizzo sangallo e una pioggia di cristalli arancioni sulla parte alta del capo. Una scelta originale che sicuramente è servita a far notare Ella Emhoff tra la folla.

Ella Emhoff in Miu Miu all'Inauguration Day 2021USA, insediamento del 46° Presidente: la cerimonia di giuramento di Joe Biden e Kamala Harris
Ella Emhoff in Miu Miu all'Inauguration Day 2021
William Bretzger / IPA

La prima apparizione ufficiale di Ella Emhoff, in veste di figlia acquisita di Kamala Harris, è stata ad agosto 2020, in occasione della Convention Nazionale dei Democratici trasmessa in live streaming dalla DNCC e, anche in quella occasione, aveva dato esempio del suo stile, presentandosi con una camicia bianca con un grande colletto bordato di merletto.

Ella Emhoff alla Convention Nazionale dei Democratici 2020Democrats Hold Unprecedented Virtual Convention From Milwaukee
Ella Emhoff alla Convention Nazionale dei Democratici 2020
Handout

Nata dal primo matrimonio dell'avvocato statunitense Douglas Emhoff, con Kerstin Emhoff, produttrice cinematografica americana e fondatrice e CEO della società di produzione Prettybird, Ella Emhoff ha preso la sua vena artistica dalla madre biologica. La giovane figlia del marito di Kamala Harris infatti ha frequentato la Parsons The New School For Design, la più importante scuola di moda e d'arte di New York, e in seguito al suo diploma ha fondato una linea di abbigliamento in maglia che porta il suo nome e che dovrebbe debuttare ufficialmente nel 2021.

Ella Emhoff su Instagram @ellaemhoff
Ella Emhoff su Instagram @ellaemhoff

Sui social, Ella Emhoff è ancora una 22enne spensierata e, attraverso un profilo pubblico su Instagram, mette in mostra tutta l'originalità del suo stile e la sua creatività da stilista, pubblicizzando le coloratissime creazioni in maglia dal gusto neo-hippie californiano del suo brand.



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Lo spray antiappannamento per occhiali è un prodotto indispensabile per evitare che le lenti degli occhiali si appannino. Funziona su qualsiasi superficie ottica, dagli occhiali da vista a quelli sportivi, e permette di avere sempre una vista chiara senza impedimenti. Scopriamo insieme quali sono i migliori di quest'anno acquistabili anche online, su Amazon.Continua a leggere

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Michelle Obama ha partecipato all'Inaguration Day che ha segnato l'insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca e, quando si parla di stile, non ha lasciato nulla al caso. Ha sfoggiato un elegante look in total burgundy che, oltre a nascondere un significato simbolico, ha lanciato anche il capo must-have dell'inverno.Continua a leggere

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L'Inauguration Day che ha segnato l'insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca si è concluso con un concerto virtuale presentato da Tom Hanks e per l'occasione la First Lady Jill Biden si è cambiata d'abito. Ha puntato su un look total white con dei fiori ricamati e ancora una volta ha nascosto un preciso e potente messaggio dietro gli abiti scelti.Continua a leggere

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Gigi Hadid lo scorso 24 settembre è diventata mamma per la prima volta. Ha dato alla luce una bambina, di cui fino a oggi aveva sempre tenuto segretissimo il nome. Tanta la curiosità dei fan, che finalmente è stata soddisfatta. La super modella, infatti, ha finalmente svelato su Instagram il nome dato alla primogenita, figlia del cantante Zayn Malik.Continua a leggere

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In occasione della sfilata a Venezia lo stilista Rick Owens svela la co-lab con Converse, nonché le sneakers più attese dei prossimi mesi: le TurboDrk Chuck 70 dalla punta quadrata

Protezione, sospensione, attesa. Ma con un'indole eroica. Rick Owens fa sfilare il disagio che tutti noi stiamo vivendo in questo periodo e che ha tutto il sapore dell'apocalisse, in attesa del giudizio o di una soluzione. Ed è forse questa sua visione che nasce dall'oscurità, ad esprimere al meglio la contemporaneità, l'inadeguatezza e l'incertezza. 

Le sue forme rivoluzionarie, i suoi pieni e vuoti, il suo bianco e nero, le geometrie spigole non sono mai state così moderne e adatte al tempo che viviamo. Le creazioni sono vere e proprie estensioni del corpo, come le stesse sneakers TurboDrk Chuck 70, qui proposte con la punta quadrata, svelate proprio in occasione della sfilata drammatica autunno inverno 2021 2022, presso il Tempio Votivo del Lido di Venezia e sulle note in loop di Ghostemane di Hellrap.

Rick Owens
Rick Owens
Danielle Levitt

Lo stilista non ha mai nascosto il suo amore per Converse: già nella primavera estate 2014 aveva dato la sua libera interpretazione, ora invece si tratta di una collaborazione a tutti effetti. Rick Owens ha messo letteralmente mano al design, dando la sua versione grezza: non si è limitato a modificare le punte, ma ha espanso la linguetta nonché modificato etichetta per mostrare la co-lab DRKSHDW.

Se Converse è tra le aziende di sneakers più prolifiche e impegnate nell'ambito della creatività (e non solo), Rick Owens si è ritagliato un profilo importante tra gli stilisti contemporanei sperimentali, filosofo del bianco e nero (perché non si concentra sulle sfumature ma sulla forma) e mentore dello stile glunge. Lui stesso è un'icona: capelli neri liscissimi, corpo scolpito e lineamenti asimmetrici e dai tratti marcati.  È chiaro che queste sneakers semplici e nette, le Converse x Rick Owens, appaiono come un'epifania creativa che ci ricorda la connessione terrena al tempo che viviamo. 

Converse x Rick Owens
Converse x Rick Owens


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Se qualche tempo fa via abbiamo parlato delle giacche primaverili di tendenza per la moda uomo del 2021, senza far cenno ai nuovi trench maschili, è perché avevamo già in mente di dedicare un discorso approfondito a questo capo emblematico del guardaroba di mezza stagione. Le reinterpretazioni degli stilisti, nelle nuove collezioni primavera estate 2021, spaziano dalla più essenziale, all'artistica, dalla scultorea, fino a quella ibrida; presentando il trench uomo in una varietà di riletture inedite e attuali, capaci però di mantenere quel fascino misterioso del modello originale.

Alexander McQueen
Alexander McQueen
Burberry
Burberry
Loewe
Loewe

Il classico per eccellenza, il trench Burberry, nella nuova collezione di moda uomo primavera estate 2021, disegnata da Riccardo Tisci, è la rilettura forse più lontana dall'originale. Il capospalla è trasformato in un gilet lungo, che perde le maniche ma mantiene l'abbottonatura doppiopetto, le bande decorative sulle spalline e la falda triangolare sul lato destro del petto. Conserva anche il tessuto tradizionale, il gabardine, ma lo impreziosisce con un motivo multicolore d'ispirazione marinara.

Un'altra reinterpretazione estremamente originale del trench uomo è quella di Sarah Burton per Alexander McQueen. Il design del più famoso degli impermeabili si mescola con quello di un cappotto sartoriale monopetto, per convogliare in un nuovo capospalla ibrido, metà trench, metà cappotto. Una creazione sovversiva che riflette l'essenza più autentica del compianto fondatore del brand inglese.

Decisamente sopra le righe, la rilettura del trench uomo che ha fatto Jonathan Anderson per la collezione di moda uomo Loewe primavera estate 2021. Un impermeabile che si potrebbe definire couture, per la silhouette drammatica, con un abbondanza di tessuto che, dai lati, drappeggia sul retro del capospalla, fino a formare una silhouette a uovo che ricorda quelle dei primi couturier francesi.

Più misurate e, decisamente, più facili da portare, le reinterpretazioni del trench uomo proposte nelle nuove collezioni di ready-to-wear per il 2021 firmate Ermenegildo Zegna, Michael Kors Collection e Salvatore Ferragamo.

Ermenegildo Zegna
Ermenegildo Zegna
Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo
Michael Kors Collection
Michael Kors Collection

E voi, quale trench uomo preferite? Fatecelo sapere nei commenti sulla nostra pagina Facebook.



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Cover The Eyes.jpgCover image. Juliana Huxtable, Untitled (Psychosocial Stuntin’), 2015, Project Native Informant, London. TE11_Double_02.jpgPierre Molinier, Hanel 2, 1967. Tirage argentique / Breyer P-Orridge, Sans titre, 2004. PolaroidTE11_Double_04.jpgMarcel Bascoulard, Pose 6, 19 juillet 1971. Tirage argentique, 13 x 9 cm / Marcel Bascoulard, Pose 2, 14 déc 1959. Tirage argentique d'époque, 12,7 x 8,9 cm190315 - low res.jpgLaurence Philomène, Reclining Nude Self-portrait from the series « Puberty », March 2019. TE11_Double_13.jpgLaurence Philomène, nature morte avec testostérone de la série Puberté, Juillet 2019 /  Laurence Philomène, autoportrait dans la coiffeuse de nina de la série Puberté, Octobre 2019TE11_Double_09.jpgAnnie Sprinkle, Post-modern Pin-ups: Pleasure Activist Playing Cards, 1995jhu029.jpgJuliana Huxtable, Untitled, 2019, Project Native Informant, LondonTE11_Double_15.jpgDouble spread from The Eyes #11TE11_Double_16.jpgCassils, Pin Up du magazine Lady Face Man Body, n°2, 2011. Photo : Cassils avec Robin BlackTE11_Double_20.jpgShu Lea Cheang, 3X3X6, 2019TE11_Double_19.jpgParker Day, MCM (Shamon Casette), 2016 / Parker Day, Immaculée (Kirsten Bosio), 2016TE11_Double_21.jpgSMITH, Portrait de Lalla et Yaotl de la série DÉSIDÉRATION, Paris (2017-2020)


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Tre abiti da sposa raccontano la storia degli amori di Marilyn Monroe

Gli amori hollywoodiani sembrano shakerati da un medesimo bartender, che nel suo mixer aggiunge in parti uguali dose di drammi, matrimoni lampo e l'immancabile coup de maître dato dall'abito da sposa. In tal senso, pochi cocktail hanno ubriacato il pubblico internazionale come quello di Marilyn Monroe, i cui love affair continuano a suscitare un ineguagliato fascino. Dalle prime nozze ancora sedicenne con il poliziotto James Dougherty, la leggenda Monroe è permeata da un romanticismo triste che conclude l'idillio con la scandalosa separazione, nutrendo una cronaca famelica di scoop e di tragedia. Tre i matrimoni, tre gli abiti da sposa della bionda impossibile che nel sul suo diario scriveva semplicemente la verità, che conta solo amare ed essere amati. Sempre propensa a sperare nell'esito felice e nelle favole vissute solo nei film, ecco la storia dei vestiti che hanno accompagnato all'altare l'attrice dei record, la Marilyn Monroe che di fronte all'amore è sempre rimasta Norma Jean Baker

L'abito da sposa lungo e il matrimonio con James Dougherty  Marilyn Monroe with James DoughertyGetty Images

È il 1942 quando Marilyn Monroe convola a nozze con il poliziotto texano James Dougherty. All'epoca è ancora la sedicenne Norma Jean dai capelli castani e senza finto neo, agli inizi di una carriera da modella. Venticinque gli ospiti partecipi, i compagni di liceo come testimoni, la madre della sposa assente perché ricoverata in una clinica psichiatrica. Così come il suo tipico matrimonio americano, anche l'abito è tradizionale, con gonna lunga, ampio velo e scollo decorato da ruches. La silhouette è anni 40, sagomata in vita, con maniche lunghe aderenti, sopragonna in pizzo e orlo bordato di raso. Unico gioiello, un semplice filo di perle al collo. Rituale anche il bouquet, con rose bianche legate da un nastro di seta. Conclusasi quattro anni dopo, l'unione dei giovani coniugi è l'anticamera di una vita nell'occhio del ciclone: dalla tranquilla realtà da casalinga ai riflettori del mondo, Norma Jean lascia il marito per diventare Marilyn Monroe

Il tailleur scuro alle nozze con Joe DiMaggio Joe DiMaggio and Marilyn Monroe WedGetty Images

A Joe DiMaggio basta una foto per innamorarsi di Marilyn Monroe, chiedendo al fotografo di combinare un incontro e dando così inizio a un romance degno della migliore narrativa rosa. Un ristorante italiano fa da sfondo all'evidente chimica fra l'attrice e il giocatore di baseball, che dopo due anni di relazione pronunciano il (non così) fatidico sì a San Francisco. Siamo nel 1954 e Marilyn ha già girato alcuni dei suoi più celebri film, da Niagara di Henry Hathaway a Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks. Il fisico a clessidra e la chioma ormai ossigenata attirano stuoli di reporter che immortalano la felicità fugace di una coppia nota per i continui litigi, regalandoci pochi ma iconici scatti dell'abito da sposa. Lo stile di Marilyn è già consacrato all'altare del fashion hollywoodiano e lo si ritrova in questo secondo bridal look: un tailleur (come Ava Gardner nel 1942) con gonna midi

Marilyn Monroe and Joe DiMaggio SmilingGetty Images

Dall'inconsueta scelta del colore, un marrone cioccolato spezzato da bottoni in madreperla e colletto Peter Pan di pelliccia bianca, all'approccio che potremmo definire quasi casual dell'intera mise, Marilyn non è la sposa convenzionale, con le sue décolleté open toe in pelle, il bouquet di orchidee e nessun velo. Non convenzionale è d'altronde il matrimonio, tristemente durato appena 274 giorni. A chiedere la separazione è proprio Marilyn, dopo che DiMaggio, durante le riprese di Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, esplode nell'ennesima sfuriata alla vista della celebre scena dell'abito bianco alzato sulle grate del metro. Destinata a non finire mai, la passione fra i due si trasforma in una profonda amicizia, fornendo un aneddoto strappalacrime contro il cinismo sentimentale - dopo la morte di Marilyn, Joe farà recapitare un mazzo di rose sulla sua tomba due volte a settimana, ogni settimana della sua vita

Il vestito midi per sposare Arthur Miller Marilyn MonroeGetty Images

Il terzo matrimonio di Marilyn è al centro di teorie complottiste che vedono il drammaturgo Arthur Miller nelle vesti di un marito rapace, attaccato al conto di banca dell'attrice che ne pagava i debiti e gli alimenti per l'ex-moglie. Sposati nel 1956 con rito civile ed ebraico, i due sono rimasti insieme per 5 anni, lasciandosi per insormontabili “incompatibilità di carattere”, come specifica Marilyn nella richiesta di divorzio. Sotto controllo dell'FBI per le sue idee di stampo comunista, Miller confina Marilyn tra l'appartamento di New York e il ranch nel Connecticut, in una solitudine che ne accresce l'abuso di alcol e droghe. 

Marilyn Monroe e Arthur Miller nel loro ranch a Roxbury, Connecticut, nel 1956.Arthur Miller Kisses Marilyn Monroe
Marilyn Monroe e Arthur Miller nel loro ranch a Roxbury, Connecticut, nel 1956.
Getty Images

Inconsapevole dei drammi futuri, Marilyn è raggiante nel giorno delle nozze, nel suo abito semplice ma straordinariamente glamour. In raso luminoso color panna e con riflessi lavanda, il vestito ha una lunghezza midi, con maniche a tre quarti e un intrico di nastri legati sotto il seno. Con il décolleté accentuato da leggere balze e con delicate maniche a sbuffo, l'ultimo abito da sposa si completa con uno meraviglioso velo corto di taffetà e un paio di guanti bianchi.



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Il taglio capelli mullet è tornato. O meglio, sembra che il desiderio di Billy Ray Cyrus, papà di Miley ed ex rockstar, cantato nella strofa della sua hit I want my mullet back sia, anche nel 2021, stato esaudito. Partiamo subito dal dire che il mullet - o capelli alla triglia, come più vi aggrada chiamarlo - non è un taglio per tutti i visi. 

HOLLYWOOD, CALIFORNIA - FEBRUARY 07: Miley Cyrus attends the Tom Ford AW20 Show at Milk Studios on February 07, 2020 in Hollywood, California. (Photo by Amy Sussman/Getty Images)
Hair Trends
Tutto quello che dovete sapere sul mullet (prima di farvelo)
Direttamente dai mitici anni 80 torna in voga, grazie a Ursula Corbero e Miley Cyrus, il mullet uno dei tagli di capelli più iconici di quel periodo

In realtà, da manuale, è adatto soprattutto a chi ha una forma del viso rettangolare o triangolare, con mascella definita e lineamenti piuttosto androgini. Ma come gli haircut più celebri della storia, spesso viene scelto perché è alla moda, “fa tipo” ed è piuttosto facile da gestire con diversi styling soprattutto se si ha una chioma liscia o leggermente mossa (ma la super modella dai capelli ricci Mica Arganaraz lo porta più o meno accentuato da anni).

Un esempio arriva dall'attrice Scarlett Johansson nel 2003 o ancora da Barbie Ferreira - la Kat Hernandez della serie tv Euphoria - nel 2020. Entrambe, enfatizzano la loro forma arrotondata con un taglio capelli mullet personalizzato. 

E lo stesso discorso si potrebbe fare sui tanto chiacchierati - e, diciamo, poco gestibili - mullet bang che l'hair guru Guido Palau ha elevato a quintessenza della chicness sulla passerella Primavera Estate 2021 di Prada. La motivazione? Questo taglio di capelli riesce sempre a trovare una chiave moderna, nuova e sperimentale ogni volta che torna di tendenza. Come appunto dimostra la frangia che parla il pradese, dal taglio netto e aperta sulla fronte, che supera di qualche centimetro la linea delle orecchie. 

Il mullet, nato negli anni Ottanta e subito sfoggiato da artisti underground del calibro di David Bowie, Keith Richards, Rod Stewart ma anche di Patty Smith e Debbie Harry, è sempre stato versatile quanto trasgressivo. 

La descrizione tecnica dell'haircut stessa non sorprende: “Party in the back and business in the front”, perché concilia taglio corto e lungo, e la sobrietà - davanti - con una sfumatura laterale e un codino - dietro - decisamente dai guizzi più sfrontati. 

La versione oggi proposta dai saloni è più morbida, adatta anche alle chiome mosse e abbinata ai crazy colors ovvero alle tinte più decise e audaci, in un gioco di sfumature più o meno nette. Ma non per questo risulta meno punk. 

Il suo bello è che non ha alcuna regola e può essere la "pazzia" del 2021 per qualsiasi donna che vuole rivoluzionare - per davvero - lo stile dei suoi capelli, accrescendo anche la personalità. Oggi, infatti, basta avere un lob e dargli texture, fondendo la rigidità del mullet alla morbidezza di uno shag, alla Alexa Chung. Se volete un effetto più fluido, quindi, chiedete di  fondere i due livelli di lunghezze, aggiungendo magari una frangia a tendina o un ciuffo per armonizzare. Chi sogna un piglio rock, invece, non tema la sforbiciata frastagliata e ben sfilata dello stylist. 

Toni&GuyAnche l'attrice cede al mullet nel 2003Scarlett Johansson
Anche l'attrice cede al mullet nel 2003
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Un mullet con micro frangetta e scalature dolci
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Dan MacMedanA rendere unico questo mullet le sfumature blu sulle punteToni&Guy
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Stefanie KeenanQui le ciocche dietro sono lunghe e superano la clavicola Compagina della Bellezza
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Jean-Paul AussenardMullet da portare super liscio con sfumature che Framesi
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Qui è la piega a fare la differenza (insieme alle ciocche rosa of course)Wella
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Silver Screen CollectionUna delle prime a riportare in auge il mullet. Era il 2013Rihanna
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Samir HusseinLa cantante dei Blondie durante un concerto nel 1977Debbie Harry
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Images PressUn mullet deciso, audace, realizzato perfettamente (è però una parrucca)Cara Delevingne
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Jerritt ClarkAnno 1985, David Bowie torna a sfoggiare il mullet (già lo aveva fatto negli anni 70 nei panni di Ziggy Stardust)David Bowie
Anno 1985, David Bowie torna a sfoggiare il mullet (già lo aveva fatto negli anni 70 nei panni di Ziggy Stardust)
Michael Ochs Archives


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